Museo della Scuola "Paolo e Ornella Ricca"

Buon San Valentino dal Museo Ricca

Per la festa degli innamorati, un fiaba d’amore d’altri tempi… “L’Uccellino Azzurro”… 

Quando il Re Grazioso vide il ritratto della principessa Fiorella, si invaghì subitamente di lei e corse a chiederla in moglie. Ma la principessa aveva una cattiva matrigna e una bruttissima sorellastra, chiamata Trotina, per la quale la vecchia riservava carezze e lusso. Al Re fu presentata Trotina stessa, ma egli non si lasciò ingannare dalle belle vesti, volle vedere Fiorella, che era modestamente abbigliata, e con lei conversò alcune ore, guadagnandosene il cuore.
Il giorno dopo, quando tornò, non la trovò più: la matrigna l’aveva fatta rinchiudere in una torre. Re Grazioso riuscì ad assicurarsi la complicità di un’ancella, che gli indicò la stanza nella quale si trovava la fanciulla. Egli allora, di notte, appoggiò alla torre una lunga scala, e quando una giovane velata si affacciò alla finestra, la fece scendere e la rapì.
«Portami nella foresta», disse la fanciulla «là in una capanna vi è la mia buona madrina, che volentieri mi accoglierà».
Giunto alla capanna, Re Grazioso si accorse che, invece di Fiorella, aveva rapito Trotina, e che la presunta madrina era una strega. Egli si sdegnò, e la vecchia strega, seccata che non venissero apprezzate le… bellezze della sua figlioccia, lo mutò in un uccellino azzurro, che subito prese il volo in mezzo al bosco.
La mattina dopo, quando la principessa Fiorella si affacciò al balcone, vide volar verso di lei un uccelletto con un anello nel becco. Posato l’anello sul davanzale, esso cantò in modo che Fiorella riconobbe la voce dell’amato. Questi le spiegò l’incantesimo di cui era vittima, e le disse che era volato alla propria Reggia per prendervi l’anello: lo accettasse: era l’anello di fidanzamento.
Però Trotina aveva visto la scena e ordinò che venisse liberato un falco. Il rapace assalì l’uccelletto e lo abbattè ferito. Ma il ministro di Re Grazioso passava in quel momento e raccolse la bestiola. Accortosi poi che essa parlava, ne conobbe l’origine. Astutamente, si recò dalla strega e l’assicurò che essa avesse ridato al Re le sue fattezze, egli entro una settimana avrebbe sposato Trotina. Così anche Fiorella, ormai non più temuta, potè ottenere la libertà.
Già sfilava il corteo nuziale, nel quale Fiorella, non vista, si era insinuata, quando vi fu un improvviso parapiglia, provocato da due maiali che fuggivano, inseguiti dalla strega.
«Non tentare di salvarli», le disse il ministro di Re Grazioso, fermandola; «questo mago mio amico così ha mutato Trotina e la sua degna madre».
E Re Grazioso ordinò:
«Si proceda: è arrivata la vera sposa». E diede la mano a Fiorella, mentre la folla gridava: «Evviva gli sposi!».

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