La prima tappa della “linea del tempo” della scuola italiana corrisponde alla nascita del Regno d’Italia nel 1861. Per la prima volta bambini e bambine hanno accesso a una scuola elementare gratuita e obbligatoria per tutti: i più bravi vengono premiati con attestati e medaglie.
Ma anche i maestri, per poter insegnare, devono studiare ed ottenere una speciale patente.

Patente di maestro elementare di grado inferiore rilasciato a Guaglianoni Michele. Provincia di Cosenza, 6 settembre 1882; 34 x 44 cm
(Fondo Ricca)
Per poter insegnare i futuri maestri (e maestre) dovevano possedere una patente di idoneità. Questa situazione venne uniformata dopo l’Unificazione quando l’estensione della Legge Casati nel 1861 all’intero territorio nazionale avviò l’istituzione delle scuole Normali (magistrali). Per poter insegnare, gli aspiranti maestri dovevano seguire i corsi triennali gratuiti offerti dalle Scuole Normali. Già al termine del secondo anno i maestri venivano abilitati all’insegnamento nelle classi di “grado inferiore” cioè la Prima e la Seconda classe elementare (che costituiscono la scuola obbligatoria). Dopo il 1877 la Legge Coppino aumenta da 2 a 3 anni la durata del grado inferiore, che comprende anche la Terza classe.

Attestato di promozione dell’alunna Maria Letich Scuole comunali elementari di Venezia, 29 luglio 1891. 38 x 27 cm.
(Fondo Ricca)
L’Attestato di promozione indica che l’alunno o l’alunna hanno ottenuto voti e giudizi finali sufficienti ad accedere alla classe successiva. Questo attestato è perciò diverso dalla “Licenza” che si ottiene al termine dell’intero ciclo (quinta classe) e solo a seguito dell’esito positivo di un esame. La licenza, dunque, attesta il completamento dell’obbligo scolastico.
Chi non può completare le cinque classi, può fermarsi alla Terza classe (obbligatoria) e ottenere un semplice “Attestato di compimento”.

Penna con cannuccia in legno (senza marca). Calamaio in vetro da scrivania con alloggiamento per penna, con etichetta “Penna Felice Cavallotti”. Scatola porta-pennini per penna “Felice Cavallotti” prodotta dalla ditta A.C.N. e brevettata nel 1898.
(Fondo Ricca)
Se guardate bene, vedrete che sia la scatola porta-pennini che il calamaio recano l’etichetta “Penna Felice Cavallotti”. La ditta ACN (l’acronimo richiama il nome e la località del proprietario: Alfonso Confalone di Napoli) brevettò e commercializzò questo pennino di punta EF (extra-fine) nell’anno1898. L’intitolazione è alla memoria di Felice Carlo Emanuele Cavallotti (1842-1898) che fu poeta, storico, drammaturgo, giornalista, ma soprattutto patriota e politico italiano, morto proprio in quell’anno. Il pennino era prodotto dalla ditta francese francese Blanzy Poure & C. – fondata nel 1898 a Boulogne sur Mer – ed era famosa per la produzione di pennini da intinzione, come venivano chiamati questi pennini (da intingere, appunto, nell’inchiostro).
(Fonte: Elenco n. 19 degli Attestati di trascrizione per Marchi […] rilasciati nel mese di novembre 1898, “Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia”, A. 1899, 7 marzo, n. 55, pp. 778-779).

Giuseppe Borgogno, “Scienza e virtù”, libro di lettura (e di premio) per gli alunni e le alunne delle scuole complementari, professionali e preparatorie alle Normali. Torino, presso G.B. Paravia e Comp., 1886.
(Fondo Convitto Nazionale Macerata)
Tra i premi per gli scolari o le scolare meritevoli rientravano anche i “libri di premio”, conferiti anch’essi con una solenne cerimonia pubblica. Opera di Giuseppe Borgogno (1820-1892), professore di lettere famosissimo e prolifici scrittore di testi scolastici per le scuole elementari, questo libro contiene letture sulle varie materie scolastiche.
- Testi a cura di Marta Brunelli (c)2025
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